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Notizia di domenica 23 febbraio 2003
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La giornata della Pace
Al più presto renderemo noti i testi dei messaggi inviati per promuovere il bene inestimebile della pace:
a Giovanni Paolo II in ringraziamento della sua instancabile opera di ambasciatore della pace,
a George bush perché cpmprenda che l'unica scelta onorevole per una nazione democratica e libera è promuovere sempre e comunque la pace,
a Saddam Hussein perché accolga le decisioni dell'O.N.U. e lasci libero l'Irak di autodeterminarsi democraticamente.
Hanno partecipato alla manifestazione odierna circa 400 persone. Presenti il Presidente della Provincia di Vibo Valentia, i sindaci di Pizzoni, Vazzano, Soriano e Gerocarne, l'unitalsi, la Croce Rossa di Acquaro, la protezione civile di Vibo Valentia e Pizzoni, ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado.
I segni che sono stati attuati per simboleggiare la pace sono i seguenti:
lancio di palloncini con messaggi di pace;
sono state bruciate delle armi finte come volontà di rigettare ogni tipo di violenza;
sono state fatte volare cinque colombe simbolo dei cinque continenti che volgiono vivere in pace.
Durante la marcia abbiamo pregato con il Santo Rosario la regina della Pace e letto brani della Rosarium Virginis mariae.
Sono intervenuti il Presidente della Provincia di vibo Valentia Prof. Ottavio Bruni, e ha dato la sua testimonianza di uomo di pace e di speranza il sindaco di Gerocarne Raffaele Schiavello.
Tutto si è svolto nel migliore dei modi con preghiere, canti e slogan in favore della pace.
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la prima pena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda, i continui rimorsi di coscienza; la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quarta pena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sesta pena è la compagnia continua di satana; la settima pena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribIli torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è.
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