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ALLA MENSA DELLA PAROLA - AUTORI VARI
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Data inserimento: 10/11/2006 DOMENICA XXXII DEL T.O.: L’OBOLO DELLA VEDOVA.
Gesù è seduto innanzi alla porta principale del tempio in una giornata particolare ed osserva la gente che entrando depone in appositi raccoglitori la propria offerta. Nota che i più ricchi,con una certa spavalderia, depongono offerte generose e lo fanno in maniera tale che tutti possano accorgersene. Sopraggiunge però una povera vedova(si riconosce dall’abito scuro e dal portamento umile),che con mano tremante depone la sua offerta, dando tutto quello che aveva per poter sopravvivere almeno per un giorno. Al di fuori di Gesù nessuno la nota e lei non vuole essere vista da nessuno. Gesù invece fa osservare la cosa ai suoi discepoli con la riflessione che quella donna ha dato più di tutti.
Anche questo episodio è emblematico ed è attuale perchè anche ai nostri giorni abbiamo persone che amano mettersi in mostra in ciò che fanno,mentre altre operano il bene nel silenzio. Questa gente è in vista per il potere economico oppure per il posto che occupano nella società, sono “i papaveri” di cui parla una vecchia canzone, vogliono il posto che compete loro e lo difendono in tutti i modi. Questi uomini dovrebbero mettere a disposizione quello che hanno ricevuto dalla società oppure che hanno acquistato con il loro saper fare. Ciò che hanno, in bene materiali e in doti spirituali e psicologiche appartiene a tutti, lo hanno ricevuto per il bene di tutti e quindi lo debbono dare a tutti come Gesù che, pur essendo di natura divina, umiliò se stesso con una morte crudele per salvare gli altri.
La vedova è il simbolo di quell’altra parte dell’umanità: sono quegli uomini che operano nel silenzio e sono sconosciuti dalla maggior parte, sono coloro che non hanno voce ma ai quali si ricorre tutte le volte in cui si ha bisogno. Essi con il loro buon esempio e la loro cortesia influenzano gli altri e fanno di tutto per creare un mondo migliore cominciando a migliorare se stessi e l’ambiente dove agiscono. Da essi vengono fuori personalità particolari che spesso spiccano in tutti i campi e senza che gli altri se ne accorgano agiscono in maniera tale da dare una svolta alla storia. La maggior parte degli uomini non li conosce e di loro si parla soltanto quando non ci sono più. Continuano ad operare il bene con le idee e con i valori che hanno portato avanti con l’esempio con la parola. Essi appartengono sia alla società civile che all’ambiente religioso. Sono i martiri del nostro tempo.
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Verso sera, mentre pregavo, la Madonna mi disse: “ La vostra vita deve essere simile alla Mia vita: silenziosa e nascosta; essere unite incessantemente a Dio e pregare per l'umanità e preparare il mondo per la seconda venuta di Dio “.
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