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ALLA MENSA DELLA PAROLA - AUTORI VARI
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Data inserimento: 23/01/2009 III DOMENICA DEL T. O.: LA CHIAMATA A VIVERE IL PRESENTE SENZA COMPROMESSI.
Levangelista Marco (1,14-20) inizia il racconto dellattività pubblica di Gesù con unannotazione cronologica («Dopo che Giovanni fu arrestato») e unannotazione geografica («Si recò nella Galilea»). Seguono alcune parole che secondo Marco sono le prime che Gesù ha pronunciato, parole programmatiche e riassuntive, dense, per spiegare le quali occorrerebbe commentare lintero Vangelo. Infine un breve racconto: la chiamata dei primi discepoli. «Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino»: sono queste parole non facili, sulle quali tuttavia levangelista non ha creduto opportuno attardarsi in spiegazioni. È come se egli ci dicesse: hai tutto il resto del Vangelo davanti a te per comprendere: leggi e comprenderai. «Convertitevi e credete»: convertirsi è un invito a un vero e proprio capovolgimento di mentalità. Non soltanto un capovolgimento nel modo corrente di organizzare la vita, ma anche e più profondamente, un capovolgimento teologico, cioè nel modo di pensare il Messia, la salvezza, la manifestazione di Dio. Nel racconto della chiamata dei primi discepoli ci sono alcune cose che vanno sottolineate. La prima è che liniziativa è totalmente dalla parte di Gesù: vide, disse, li chiamò. Liniziativa è sua, e il suo appello è gratuito. Il secondo tratto è che la chiamata di Gesù comporta un distacco talmente radicale e profondo che levangelista parla di abbandono del padre e del lavoro. Abbandonare il mestiere e la famiglia è come sradicarsi. Un terzo tratto che pure appartiene allessenza della sequela, è lurgenza della risposta: «E subito lasciate le reti lo seguirono». Un quarto tratto essenziale è indicato dal verbo «seguire». Anziché dire che il discepolo è chiamato a imparare, il vangelo dice che è chiamato a seguire. È una specie di anomalia sulla quale si riflette poco. Il verbo, che abitualmente si accompagna alla parola discepolo, è imparare. Usando, invece, il verbo seguire, il vangelo sottolinea che al primo posto non cè una dottrina, ma un modo di vivere. E infine, nel quadro dei tratti già sottolineati, si inserisce una prospettiva sul futuro: «Vi farò pescatori di uomini». La sequela evangelica non è mai una chiamata a star fermi, ma a camminare. La chiamata evangelica è un invito a uscire, ad andare verso luniversalità e la missione. Se il seguire non si conclude in un andare significa che si è intrapreso un cammino sbagliato. Non si è seguito Gesù, ma se stessi. Perché la sequela evangelica è diversa da tutte quelle sequele che invitano invece a separarsi e a rinchiudersi.
don Bruno Maggioni
Fonte:www.lachiesa.it
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Non aver paura di nulla; Io sono con te.
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