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ALLA MENSA DELLA PAROLA - AUTORI VARI
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Data inserimento: 25/05/2008 SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI 2008
Il Corpo reale di Cristo di P. Raniero Cantalamessa
Il Corpus Domini è la prima festa che non ha per oggetto un evento della vita di Cristo, ma una verità di fede: la reale presenza di lui nell’Eucaristia. Nata in Belgio, all’inizio del sec. XIII, la festa fu estesa da Urbano IV a tutta la Chiesa nel 1264, pare anche per influsso del miracolo eucaristico di Bolsena, oggi venerato nel duomo di Orvieto.
La festa risponde a un bisogno: quello di proclamare solennemente tale fede; serve a scongiurare un pericolo: quello di abituarsi a tale presenza e non farci più caso, meritando così il rimprovero che Giovanni Battista rivolgeva ai suoi contemporanei: “In mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete!”.
Questo spiega la straordinaria solennità e visibilità che questa festa ha acquistato nella Chiesa cattolica. Per molto tempo quella del Corpus Domini fu l’unica processione in uso in tutta la cristianità e anche la più solenne. Oggi le processioni hanno ceduto il passo ai cortei (in genere, di protesta); ma se è caduta la coreografia esterna, rimane intatto il senso profondo della festa e il motivo che l’ha ispirata: tenere desto lo stupore di fronte al più grande e più bello dei misteri della fede. La liturgia odierna riflette fedelmente questa caratteristica. Tutti i suoi testi (letture, antifone, canti, preghiere) sono pervasi da un senso di meraviglia. Sono frasi che terminano con il punto esclamativo.
Il vangelo di domani è il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia: “Prendete, mangiate, questo è il mio corpo…..Prendete, bevete….Fate questo in memoria di me”
Vorrei illustrare con un esempio quello che avviene quando la Chiesa, obbedendo a questo comando di Cristo, nella Messa “fa memoria” del sacrificio di Cristo. L’esempio dell’impiegato che ama il padrone della ditta…
La nostra firma: le gocce d’acqua e l’Amen.
Dicevo del senso di stupore che pervade i testi e i canti della festa di domani. Un esempio di ciò è il canto che state ascoltando nella celebre aria di C. Frank. Le parole tradotte dicono:
“Il pane degli angeli si fa pane degli uomini... O cosa meravigliosa: riceve il suo Signore, il povero, il servo, l’umile!”
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Giovanni Paolo II
"Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato"
Messaggio nel centenario della consacrazione del genere umano al Cuore divino di Gesù
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Parole di Gesù Divina Misericordia a Santa Faustina Kowalska
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Sappi che Io sono con te. Io stabilisco le difficoltà e Io le supero e in un attimo posso mutare gli atteggiamenti contrari in atteggiamenti favorevoli a questa causa.
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